“Dimenticate il Movimento di Protesta, noi siamo un Movimento di Proposta”

CEPRANO – Mercoledì 29 marzo la portavoce del MeetUp Pedemontani in Movimento, Rosa Maiuccaro, ha presenziato all’incontro organizzato a Ceprano dai portavoce del Movimento 5 Stelle della Regione Lazio, Valentina Corrado e Davide Barillari, in collaborazione con i MeetUp di Ciociaria – Terra dei Veleni.
“Utilizzatemi”: è con questo invito che si è presentata Valentina Corrado, la giovane consigliera che sta dando battaglia in aula al presidente di Regione Nicola Zingaretti. “Lo dico sempre perché è in questo modo che assolvo il mio dovere da portavoce che si fa carico delle istanze del cittadino. Dimenticate il movimento di protesta, noi siamo un movimento di proposta”. Ma veniamo alla prima nota dolente: i rifiuti. “Non tutti sanno che la gestione dei rifiuti è di competenza regionale”, ha precisato la Corrado. “Il piano rifiuti attualmente in vigore è lo stesso che ci ha lasciato in eredità la Polverini e che Zingaretti, che in campagna elettorale prometteva il cambiamento, non ha minimamente mutato. La situazione della Regione Lazio è devastante. Dai dati più recenti abbiamo saputo che la raccolta differenziata supera di poco la soglia prevista come obiettivo dall’UE nel 2006, circa il 37%. Nel 2011 si auspicava al 67 mentre noi siamo fermi alla soglia precedente perché non abbiamo mai cambiato gli strumenti. Al contrario, si ampliano le discariche, si rilasciano autorizzazioni per gli impianti a biogas e la situazione continua ad essere gestita in modo sconclusionato nonostante lo stato di emergenza. A Pomezia, dove è presente una giunta a 5 stelle abbiamo raggiunto il 64.9% nonostante l’avessimo ereditata al 9%”.
Ma a lasciare davvero attoniti i presenti sono stati i numeri del bilancio in rosso della sanità del Lazio che la Corrado ha analizzato con estrema chiarezza. “Ad ogni Regione viene attribuita ogni anno una quota del fondo nazionale per la sanità che equivale a circa 113 miliardi, al quale contribuiamo noi mediante le tasse, il ticket, l’IRPEF, l’IVA e con le accise sui carburanti. Nell’ultimo anno alla Regione Lazio sono andati 10.3 miliardi, più degli anni precedenti. Allora vi chiederete: perché i soldi aumentano e i servizi diminuiscono? E perché da un buco di bilancio da 1.4 miliardi nel 2014 siamo passati ad 1.7 nel 2017? Perché il GSA (Gestione Sanitaria Accentrata) ovvero gli enti che hanno l’obbligo di programmare l’attività sanitaria e redigere i bilanci, utilizza i soldi che gli vengono dati per ripianare i debiti delle ASL e delle aziende ospedaliere. In sostanza devono salvare le poltrone dei direttori generali nominati dai partiti politici. La Corte dei Conti si è già espressa in merito a questa mancanza di programmazione e ha apertamente criticato i criteri di assegnazione del fondo al GSA. Per questo il Movimento 5 stelle si batte da sempre affinché la politica stia lontana dalle nomine”.
Anche Davide Barillari si è detto molto preoccupato per la situazione sanitaria della Regione Lazio. “Tutti gli ospedali sono nella stessa situazione (intasamento dei pronto soccorso; gravissima carenza di personale; 6-8 mesi di attesa per visite ed esami negli ospedali pubblici ma in intramoenia il giorno dopo; de-potenziamento e chiusura degli ospedali; finte inaugurazioni di case della salute). La corruzione è diffusa a tutti i livelli. Avevamo proposto delle risoluzioni votate all’unanimità anche dal PD ma non sono mai state attuate. Il privato invece è senza controlli, gli appalti vengono gonfiati, i bandi redatti su misura, i costi sono insostenibili e non c’è mai fine agli sprechi e alle inefficienze. Al cittadino rimangono due scelte: o rinunciare a curarsi o indebitarsi per curarsi. Dobbiamo ripensare il modello di sanità che vogliamo per garantire l’accesso alle cure a tutti”. Ma al termine di tutte queste notizie negative ne arriva finalmente una positiva: “Quattro anni fa è partito il progetto Libro bianco – Sanità a 5 stelle, un progetto partecipato di intelligenza collettiva. Ad oggi 13 gruppi tecnici – dei quali fanno parte 180 professionisti del settore, 50 enti, organizzazioni, università e centri di ricerca – sono a lavoro – a titolo gratuito e operano in oltre 130 aree di analisi. Ben 150 soluzioni sono già state identificate. Il progetto sarà completato tra 7 mesi ed andrà a configurare il modello di sanità a 5 stelle 2018-2023”.

Paolo Ruggeri
, tra gli attivisti di Ciociara Terra dei Veleni, ha raccontato quanto importante stia diventando la loro presenza sui martoriati territori del frusinate. “Il Movimento 5 Stelle ci ha insegnato ad interloquire con le istituzioni, a preoccuparci delle scelte che riguardano la salute dei cittadini. Ad oggi, anche grazie a questo impegno, centinaia di attivisti partecipano e seguono con attenzione i progetti avviati nelle proprie città”, ha esordito Ruggeri.
“Il nostro obiettivo è salvaguardare l’ambiente della nostra zona. Siamo partiti in sole tre persone da una fase di stallo, come se la nostra fosse una terra di nessuno, nonostante Frosinone sia tra le capolista nella classifica delle città più inquinate d’Italia. Abbiamo ridestato l’attenzione di tutti sui temi ambientali e la tutela del patrimonio, è in atto un vero cambiamento che è testimoniato dai fiumi di parole che vengono spese quotidianamente dai giornali locali grazie al sostegno dei portavoce del M5S e di interi MeetUp comunali, non da ultimi perfino alcuni della regione Campania”, ha proseguito.
L’intento degli attivisti di Ciociaria – Terra dei Veleni, sostenuti dal M5S, è quello di contribuire ad un radicale cambiamento di mentalità per strutturare il futuro della nostra regione con soluzioni eco-sostenibili e incentivi alla Green Economy che in queste zone stenta a decollare. “Trovo inaccettabile che in questi territori ci sia chi si permetta ancora di presentare progetti ad alto impatto ambientale. Noi pretendiamo un cambiamento e chiediamo ai nostri portavoce di far largo a questa nuova mentalità all’interno del consiglio. L’impatto 0 dovrebbe divenire una strategia di sviluppo. Abbiamo l’opportunità di trasformare un territorio che ha una problematica unica del quale siamo tutti responsabili: il degrado ambientale. Smettiamo di lasciar correre e non facciamoci avvelenare.”, ha concluso tra gli applausi Ruggeri.

 

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